Il tema del 2019, mutazioni, ha indagato le sfide lanciate dai cambiamenti climatici alla progettazione architettonica, all’urbanistica e al design, attraverso incontri, conferenze e laboratori formativi e mostre. Effettuando un’analisi dei cicli di vita dei materiali più utilizzati a livello urbano, tratteremo la tematica dei “rifiuti” introducendo i principi base della Blue Economy. Questo modello economico, teorizzato nel 2010 dall’economista belga Gunter Pauli, prevede lo sviluppo dei principi fisici e l’impiego delle tecniche scientifiche in tutti i settori dell’economia che utilizzano sostanze già presenti in natura. Piuttosto che investire di più nella tutela dell’ambiente, l’innovazione effettuata in questo senso produce minori investimenti ma più posti di lavoro e un maggiore ricavo, semplicemente seguendo i principi della natura.
Designer, creativi ed esploratori di tutto il mondo sono chiamati dunque ad osservare con occhi nuovi i flussi di risorse e materiali per comprendere come, a partire dalle materie che oggi cataloghiamo come scarti, è possibile immaginare prodotti, servizi, sistemi e città ad impatto zero. Idee nuove, strategie alternative, pensieri provocativi, possono contribuire alla risoluzione dei problemi che oggi affliggono la società interfacciandosi con le politiche economiche, sociali, culturali.
Il progetto curatoriale Antilia Gallery porta ha portato in scena dal 12 al 30 Luglio, una mostra collettiva in cui designers, architetti ed artisti, italiani ed internazionali, indagano il tema della rigenerazione della materia. La mutazione è l’orizzonte conoscitivo contemporaneo, nel quale i cambiamenti sociali assumono una ritualità sincopata e la forma una liquidità inaspettata. La trasformazione, come elemento vitale, diventa tema di confronto e dibattito per proporre interventi installativi, artistici e progettuali atti alla promozione di cambiamenti di rotta ecologici e sociali di ampia portata. La mostra ha indagato però anche il lato oscuro della sostenibilità, interrogandosi sulle incongruenze che minano il percorso verso la rivoluzione del nostro tempo. Attraverso modelli, installazioni site-specific, ricerche artistiche e prodotti di design gli ospiti di Mutazioni esporranno le loro visioni aprendo un dibattito fertile e creativo che mira a coinvolgere pubblico, visitatori e cittadini. La mostra è stata allestita nella torre del castello medioevale di Ruvo di Puglia, un luogo al momento inutilizzato: un’architettura del passato perfetta per indagare il futuro e l’adiacente possibile, un luogo di rilevanza strategica per la città, in mutazione. Lo spazio del castello è stato reso fruibile per gentile concessione dell’architetto Vincenzo Stellacci.
La mostra è stata curata da Fabiana Dicuonzo e Giuseppe Resta, ed è nata dalle suggestioni della ricerca guidata da Leonardo Delmonte nel contesto dei laboratori della precedente edizione di nòve nòve nòve.
11 Giugno 2020